Italia fuori dai mondiali: gli effetti sul PIL

Per il sistema del calcio italiano la mancata qualificazione alla fase finale dei mondiali costituisce una perdita economico-finanziaria che si estenderà su più anni. Il che non implica necessariamente una riduzione apprezzabile del PIL“. Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio all’indomani della partita Italia-Svezia. Pur non essendo disponibili osservazioni dirette sugli effetti dell’esclusione in termini di fiducia, consumi e PIL (unico evento nel 1958), per opposta simmetria si può osservare
cosa significhi per la macroeconomia di un paese vincere un mondiale o un europeo. Gli effetti non sono infatti per nulla evidenti: le vittorie della Spagna nel 2010, Italia nel 2006 e Spagna nel 2012 (europeo) hanno mostrato crescite del PIL nell’anno del successo sensibilmente al di sotto della media della crescita internazionale. Naturalmente questo accade perché il PIL ha infinte cause determinanti e i campionati mondiali (o europei) hanno comunque un effetto modesto sul sistema economico complessivo.

Un possibile effetto dell’esclusione dai mondiali si rinviene nelle vendite di televisori di ultima generazione. Grazie ai dati di GFK Italia, è possibile evidenziare un incremento degli acquisti, per esempio, di televisori a schermo piatto, nel trimestre maggio-luglio degli anni pari, quelli in cui si disputa una competizione internazionale. Pertanto, si
può ipotizzare che, a causa dell’esclusione dell’Italia, questo aumento dei consumi
non ci sarà nel 2018. Tuttavia, essendo la maggior parte di questi prodotti tecnologici
di provenienza estera, cioè importazioni, l’effetto del mancato acquisto sul PIL appare moderato. Lo stesso ragionamento può essere fatto per le spese che i nostri connazionali avrebbero effettuato in Russia a seguito della nostra nazionale: quelle spese sarebbero state contabilizzate come importazioni di servizi, a detrimento del PIL, salvo il maggior valore aggiunto degli operatori turistici che organizzano i viaggi e sono residenti nel nostro nazionale. Sul piano macroeconomico, l’esclusione dell’Italia potrebbe avere effetti rilevanti soltanto se modificasse il profilo della fiducia di una quota consistente dei cittadini: una conseguenza che non si può escludere. La mancata partecipazione dell’Italia dalla passerella più importante è come se agli eventi più prestigiosi del fashion internazionale non partecipassero i nostri marchi. Una sordina temporanea a un pezzo rilevante di cultura, di economia, di identità italiana: e questo può contribuire a deprimere il mood
di quanti, forse superficialmente o per troppo entusiasmo, si sentivano partecipi di un progetto comune, ormai fallito.

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