Infortunio sul lavoro: responsabilità del costruttore della macchina

macchina filmIl legale responsabile della ditta costruttrice di una macchina per la produzione di strisce depilatorie e il legale responsabile della ditta, datrice di lavoro, venivano condannati dai giudici di merito per colpa, consistita in imprudenza, negligenza, imperizia e inosservanza delle norme dettate per la prevenzione di infortuni sui lavoro. Infortunio che nel caso in esame, si era verificato ai danni di una dipendente addetta alla macchina, che aveva subito un trauma da schiacciamento del quarto dito della mano sinistra.

Più precisamente, le Corti di merito, dopo avere accertato la dinamica dell’infortunio, avevano rilevato con l’aiuto di tecnici, che «la zona ove erano stati situati i rulli del macchinario, era più ampia dello spazio necessario al passaggio del film e non era protetta e segregata in modo da impedire l’accesso agli organi lavoratori, rendendo possibile l’inserimento delle mani durante il moto della macchina, azionata con modalità manuale, consentito dall’uso di una chiave che era nella disponibilità dei lavoratori»; che «il datore di lavoro era a conoscenza della situazione poiché tollerava che fossero ripetutamente poste in essere operazioni non sicure, finalizzate a ovviare al corretto funzionamento della macchina evitando l’intervento del manutentore con perdita di tempo e aumento del costi. Inoltre, i film si ingrippavano facilmente»; «la mancanza di una specifica e adeguata formazione della lavoratrice, come era dimostrato dalla mancanza di firma di costei sul verbali di addestramento a mansione specifica, risultante in atti e dalle deposizioni dei testi». Per quanto attiene, la posizione del costruttore i giudici avevano invece rilavato, che la normativa (art.7 del DPR n. 547/1955), «anticipa la tutela antinfortunistica al momento della costruzione, vendita, noleggio o concessione in uso delle macchine, talché nelle responsabilità derivanti dalla mancata rispondenza dei prodotti alle normative sono coinvolti tutti gli operatori cui siano imputabili le indicate attività». Responsabilità del costruttore, che nel caso in esame, «era riconducibile non solo alla realizzazione della macchina, ma anche all’omissione prima della consegna, del dovuto controllo sulla funzionalità della medesima in condizioni di sicurezza». A seguito di ricorso, nel condividere le argomentazioni e nel confermare il giudizio di merito, la Corte di Cassazione Penale, Sez. IV, con la sentenza n. 38955 del 23 settembre 2014, ha sottolineato che «il datore di lavoro, destinatario delle norme antinfortunistiche, è esonerato da responsabilità quando li comportamento dei dipendente, rientrante nelle mansioni che gli sono proprie, sia abnorme, dovendo definirsi tale il comportamento imprudente del lavoratore che sia consistito in qualcosa radicalmente, ontologicamente, lontano dalle ipotizzabili e, quindi, prevedibili, imprudenti scelte dei lavoratore nella esecuzione del lavoro».

di Silvia Ceruti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here