Corretta formazione dei lavoratori

formazione operaiIl Tribunale di Pordenone dichiarava la penale responsabilità di un datore di lavoro, amministratore delegato, condannandolo alla pena di mesi due di reclusione, nonché al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni, in relazione all’infortunio subito da un lavoratore mentre stava tranciando delle verghe di ferro, infilandole nel foro di una macchina troncatrice. La condanna veniva sancita dopo che il Tribunale aveva accertato che l’infortunio si era verificato per la mancata informazione sull’uso e il funzionamento della predetta macchina, utilizzata per la prima volta dall’operaio infortunato.

Impugnata la sentenza di primo grado, la Corte d’Appello di Trieste giudicava parzialmente fondato l’appello e sostituiva la pena detentiva, con la corrispondente sanzione pecuniaria. L’imputato decideva quindi di proporre ricorso, adducendo una serie di motivi, tutti dichiarati infondati dalla Corte di Cassazione Penale, Sez. IV, con il provvedimento n. 38966 del 23 settembre 2014. In particolare, nel rigettare l’istanza, la Suprema Corte ha chiarito che il giudice di merito ha correttamente valutato «il carattere nient’affatto abnorme del comportamento dell’infortunato, anche alla luce della ricostruzione della dinamica dell’accaduto e segnatamente della posizione assunta dall’operaio nell’utilizzare la macchina». Ad avviso della Corte territoriale, il lavoratore si era infortunato in quanto aveva azionato il meccanismo della troncatrice, posta sul fianco della macchina, avendo appoggiato la mano sulla piegatrice posta sul retro, senza sapere che questa era azionata in contemporanea dal pedale che muoveva la troncatrice; «la sussistenza della violazione dell’obbligo di formazione e informazione del lavoratore, non risultando adeguata sotto tale profilo la mera consegna di documenti informativi sulle categorie di rischio a soggetto che all’epoca non era esposto allo specifico rischio determinato dall’utilizzo della macchina troncatrice; la titolarità in capo all’imputato del predetto obbligo come amministratore delegato della società in questione, comproprietario dell’azienda, direttore tecnico e vicepresidente del consiglio di amministrazione sin dal 19 ottobre 1990».

di Silvia Ceruti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here