Lavorare le leghe di magnesio

pezzo in magnesioC’è chi lo definisce un materiale per tecnici raffinati, sta di fatto che le moderne leghe, e i relativi processi produttivi, si sono estremamente evoluti nel tempo tanto che oggi si è in grado di ottenere manufatti con leggerezza estrema e notevoli caratteristiche meccaniche, estremamente precisi e con qualità superficiali ottime, senza dover ricorrere a superfinitura.

La lavorabilità per asportazione di truciolo delle leghe di magnesio è considerata eccellente in virtù della bassa resistenza offerta al taglio e alle basse forze richieste. Ciò comporta la possibilità di lavorare ad alta velocità, con una ricaduta diretta sui tempi di esecuzione (che si accorciano) e, indiretta, sull’utensile, che, usurandosi meno, ha una maggiore durata.

La moderna lavorazione alla macchina utensile delle leghe di magnesio può essere sintetizzata in poche voci: finitura superficiale ottima anche ad alta velocità e con spessori di truciolo significativi, contenuta usura degli utensili e generale ottima qualità superficiale, con rugosità nell’ordine di 0,1µm.

Nonostante gli indubbi pregi, il magnesio è spesso considerato una materiale pericoloso, incendiabile, esplosivo, difficile da lavorare e che quindi è meglio non trattare. Questo può essere accettabile da chi non lo conosce: oggi esistono leghe di magnesio ad alta resistenza termica, messe a punto proprio per garantire una lavorazione sicura.

Ma cosa può favorire la combustione? Parlando di lavorazione per asportazione, i fattori che possono innescare una combustione sono essenzialmente le velocità di avanzamento troppo basse, l’impiego di utensili non adeguati e la presenza di scintille da lavorazione che possono entrare in contatto con polveri di magnesio, o trucioli fini, che sono facilmente infiammabili.

Il rischio combustione può essere tenuto sottocontrollo grazie al taglio con utensili ben affilati e con ampi angoli di spoglia inferiore e a grandi avanzamenti che comportano truciolo di grosso spessore. E’ da notare come la combustione difficilmente si verifichi in sgrossatura, operazione caratterizzata da importanti volumi di truciolo.

Occorre anche ricordare che nella lavorazione a secco con alta velocità di taglio, l’accumulo di materiale sul fianco dell’utensile aumenta l’attrito e quindi il calore, con il rischio di incendio, che si può sviluppare quando il cuore del materiale raggiunge il punto di fusione. Questa è una situazione che può presentarsi più facilmente in finitura dove i trucioli sono più corti, quindi con un comportamento che può essere assimilato a quello delle polveri. Quando la lavorazione prevede l’impiego di lubrorefrigerante, va tenuto presente che lo smaltimento del fluido esausto, essendo ricco di trucioli e polvere di magnesio, va trattato con attenzione. Infatti, lavorare in sicurezza significa anche evitare l’accumulo di truciolo e/o polveri sottili nella zona di lavoro oltre che gestire con riguardo la raccolta e la manipolazione degli sfridi, evitandone l’accumulo di grosse quantità nei contenitori.

Nel caso di incendio, il fuoco generato dalla combustione di magnesio non deve essere spento con acqua ma utilizzando estintori caricati con opportuno estinguente o polveri di ghisa.

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