Sicurezza: deleghe e responsabilità del datore di lavoro

In relazione a una fattispecie di infortunio, la Corte di Cassazione penale, con il provvedimento n. 41063 del 19 ottobre 2012, ha precisato, che in caso di delega di funzioni, «il dovere di vigilanza che, ex art. 16, comma 3, del d.lgs. 81/2008, grava sul delegante, riguarda la correttezza della complessiva gestione del rischio da parte del delegato e non impone il controllo delle modalità di svolgimento delle lavorazioni». Più precisamente, nel provvedimento in esame si legge che «il datore di lavoro ha la possibilità, attraverso una delega di trasferire in capo ad altro soggetto poteri e obblighi originariamente appartenenti al delegante in materia di scurezza sul lavoro». Delega che ricordiamo in virtù della disposizione sopra richiamata, deve presentare precisi requisiti formali e sostanziali per essere valida. Ossia deve risultare da atto scritto; il delegato deve possedere i requisiti di professionalità ed esperienza per lo svolgimento del compito; la delega deve possedere tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; la delega deve attribuire al delegato autonomia di spesa; la delega deve essere accettata del delegato per iscritto. Ciò premesso, si aggiunga che se da un lato, come sopra riportato, la disciplina indichi con precisione le condizioni di efficacia della delega, dall’altro sono stati diversi gli interventi della Suprema Corte volti a meglio chiarire la portata esimente della delega di funzioni concernenti l’adozione di misure per la sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro, in favore del datore di lavoro. In tal senso, per esempio il provvedimento n. 25535, del 28 giugno 2012, della Corte di Cassazione in cui si legge che «l’esistenza di una valida ed efficace delega di funzioni in materia di sicurezza, formalmente adottata ed espressamente accettata dal delegato», secondo i limiti e le condizioni poste dall’art. 16, D.lgs. 81/08, configura «un discutibile trasferimento a terzi della posizione di garanzia gravate sul datore di lavoro, circa gli obblighi in materia di prevenzione e di sorveglianza antinfortunistica».

Si dica infine che in relazione a quanto riportato finora, un punto che resta ancora controverso è se possa individuarsi, in ogni caso, una responsabilità del datore di lavoro, per omessa vigilanza sul corretto espletamento da parte del delegato, delle funzioni trasferite, considerato che, l’art. 16 comma 3, non esclude tale obbligo di vigilanza dalla delega di funzioni. Secondo due recenti provvedimenti (sentenza n. 10702/2012 e n. 17074/2012), «l’obbligo di vigilanza del delegante riguarda in realtà la mera correttezza delle complessiva gestione del rischio da parte del delegato e non anche il controllo diretto e continuo del lavoratore e delle modalità di svolgimento delle lavorazioni».

di Silvia Ceruti

 

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