Chi fa da sé fa per tre

L’ottimizzazione di processo passa anche dalla possibilità di poter effettuare più operazioni con un unico utensile. Ciò significa poter ottenere benefici in termini di tempo-ciclo, mantenendo (se non incrementando) la qualità finale della lavorazione.

Sergio Pace – Responsabile tecnico di prodotto di Ridix

Nel mercato di oggi la competitività è arrivata ai massimi livelli, con processi industriali impostati per produrre in tempi sempre più rapidi ma, per contro, molto spesso dovendo far fronte a lotti numericamente sempre più piccoli. Un binomio tuttavia che molto spesso è difficile da combinare in modo vincente. Anche per questi motivi in fase di analisi tempi e metodi si ricorre a tutte le opzioni possibili che la tecnologia oggi rende disponibili, con un occhio ovviamente di riguardo ai costi che la loro applicazione comporta. Nulla può dunque essere lasciato al caso e ogni fase di lavorazione (anche quella che fino a poco tempo fa era ritenuta non così strategica) viene osservata con grande rigore cercando, laddove possibile, possibili ottimizzazioni dirette e/o indirette. In questo contesto, quando si parla di lavorazioni su macchina utensile si associa sovente il termine di miglioramento produttivo (a parità di qualità) a maggiori prestazioni. Ma non è sempre (e solo) così perché la tecnologa offre oggi anche altre opportunità che possono apportare benefici non direttamente connessi alle velocità di lavoro. Un concreto esempio ci è dato da un innovativo utensile che, per come progettato e costruito, consente di effettuare lavorazioni diverse. «Come già sottolineato – precisa Sergio Pace, responsabile tecnico di prodotto di Ridix – oggi il mercato metalmeccanico si trova di fronte a richieste di grande produttività ma che convergono in lotti numericamente meno numerosi rispetto al passato. Ciò comporta l’esigenza di poter effettuare lavorazioni sempre più rapide ma, al tempo stesso, con la massima flessibilità». A questo proposito l’azienda di Grugliasco (TO) importa e rappresenta sul mercato italiano tecnologie e soluzioni nel settore della meccanica di precisione capaci di soddisfare anche queste esigenze. Tra le soluzioni di prodotto disponibili figurano infatti anche utensili e microutensili Dixi Polytool standard e speciali, impiegabili nelle più diverse lavorazioni meccaniche. «Gamme di prodotto standard – aggiunge Pace – che la nostra rappresentata svizzera sviluppa non solo per le operazioni di foratura e la fresatura, ma anche per soddisfare esigenze di filettatura e tornitura; a queste si aggiungono poi anche esecuzioni di utensili progettati su specifica esigenza, con caratteristiche, peculiarità tecniche e dimensionali speciali».

Smusso, foro e filetto

Il Dixi 1740 si caratterizza per le diverse affilature: una frontale per scavare, una sul fianco a 45° per smussare, e una profilata con il valore del passo per eseguire le spire del filetto.

Appartengono al primo gruppo, ovvero soluzioni standard, una gamma di utensili il cui scopo è quello di filettare, operazione che però porta con sé, senza necessità di cambio utensile, anche la smussatura e la filettatura. Stiamo parlando degli utensili Dixi 1740, nati col preciso scopo di permettere all’operatore di eseguire un filetto evitando la tradizionale sequenza di svasatura, foratura e filettatura, da farsi con utensili specifici.

«Sebbene il catalogo per filettare Dixi Polytool – continua lo stesso Pace – sia in grado di soddisfare le più diverse esigenze, la possibilità di potersi avvalere di questi nuovi utensili consente ulteriori opportunità, con benefici e vantaggi in termini di flessibilità e mantenendo inalterata, se non migliorandola, la qualità finale del prodotto lavorato. Da non sottovalutare anche il vantaggio logistico che un loro impiego fornisce, ovvero quello di avere due posti utensili in macchina liberi da dedicare per altre lavorazioni». Realizzazione di filetti di assoluta qualità diminuendo i tempi di esecuzione: questo in sostanza il preciso obiettivo che il reparto di R&S dell’azienda svizzera ha perseguito nella realizzazione di questi utensili, capaci di effettuare lavorazioni su tutti i materiali (tra i quali figurano leghe di titanio, acciai inossidabili e leghe di Cobalto-Cromo) e disponibili in un ampia gamma di diametri nominali, da un minimo di M 0,80 a un massimo M 10,00.

Più qualità e meno forza di serraggio

Il nuovo utensile combinato si caratterizza per le sue tre diverse affilature, una per ognuna delle operazioni da eseguire, ovvero: un operazione di affilatura frontale per scavare, una sul fianco a 45° per smussare, quindi una profilata con il valore del passo deputata all’esecuzione delle spire del filetto. «Il ciclo di lavorazione del filetto – continua Pace – prevede così una sequenza precisa di fasi. Una prima fase dedicata all’esecuzione della svasatura mediante un’interpolazione circolare a Z costante; la successiva realizzazione del foro filettato con la discesa nel materiale in interpolazione elicoidale fino alla profondità desiderata, che può arrivare fino a un massimo di circa 2-3 volte il diametro dell’utensile. Infine lo svincolo dell’utensile fuori dal filetto».

Distribuito da Ridix, l’utensile Dixi 1740 è in grado di smussare forare e filettare.

In alternativa, qualora l’utensile venga impiegato su materiali difficili da lavorare, a fronte di una prima passata di filettatura in discesa lasciando un una piccola quantità di sovrametallo (stimabile in circa un 2%), si eseguirà una seconda passata di finitura, alla misura finale del filetto, ripercorrendo in risalita in senso antiorario le spire del filetto verso l’imbocco. «Ma la riduzione dei tempi di ciclo – aggiunge e conclude Pace – unitamente all’eliminazione dell’operazione di foratura non sono gli unici vantaggi che si possono ottenere con l’impiego di questi innovativi utensili. Grazie alle ridotte forze di taglio in gioco durante la lavorazione, infatti, i Dixi 1740 non richiedono l’utilizzo di particolari portautensili a forte serraggio, con tutti i vantaggi che ne conseguono». Gli stessi sono inoltre in grado di effettuare a regola d’arte anche filetti di grandi dimensioni su macchine di potenza modesta, e su piani inclinati, ampliando ulteriormente le possibilità operative, e mantenendo una durabilità paragonabile a quella rilevata con un tourbillonneur tradizionale.

 

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