Sentenze

Infortunio a un macchinario e responsabilità del datore di lavoro

I fatti: «era accaduto che il lavoratore, dovendo provvedere alla sostituzione di alcuni pezzi all’interno del mescolatore, era entrato dentro la vasca di mescolamento di una delle due macchine presenti in officina e aveva preso a operare dall’interno tenendo le gambe sul fondo, a contatto con la pala mescolatrice, previamente disattivata dal circuito elettrico. Di tale operazione egli aveva dato notizia al collega, addetto al funzionamento delle impastatrici. Allontanatosi quest’ultimo (collega) per altre incombenze, dopo oltre due ore dall’inizio della riparazione, mentre il lavoratore era ancora all’interno dell’impastatrice, non visibile dall’esterno, il collega era ritornato alla postazione di comando del macchinario con il compito di preparare il calcestruzzo. Avendo ritenuto che il lavoratore avesse terminato il proprio intervento, il collega aveva azionato il comando di avviamento dell’impastatrice, subito interrotto dalle grida del lavoratore, la cui gamba sinistra era stata afferrata dall’ingranaggio». Secondo il consulente tecnico la causa dell’infortunio era da individuarsi nel sostanziale scoordinamento degli interventi del personale della ditta durante le operazioni di manutenzione. L’organo di vigilanza intervenuto sul luogo, aveva inoltre rilevato, la mancata individuazione di una procedura da seguire, nel corso di interventi di manutenzione dei macchinari. Procedura che «avrebbe dovuto prevedere l’indicazione analitica delle disposizioni di sicurezza da adottare, quali: a) la previa segnalazione dell’uomo al lavoro, b) la messa in sicurezza della macchina con disattivazione certa del circuito elettrico, c) l’informazione agli altri addetti della presenza dell’operaio nella vasca, d) il coordinamento di un preposto». Intervenuta sul caso, la Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, con la sentenza n. 14499 del 15 aprile 2010, ha rilevato la responsabilità del datore di lavoro per inadeguata valutazione dei rischi, inerenti una specifica operazione di manutenzione di una macchina e quindi per la mancata individuazione di una procedura idonea. Procedura necessaria, malgrado la presenza dei dispositivi di sicurezza, in considerazione dell’eventualità di un loro mancato funzionamento. Diverse le considerazioni elaborate dalla Suprema Corte: la colpa dell’imputato era consistita nell’avere omesso di impartire le opportune disposizioni affinché i lavori di manutenzione sulla macchina impastatrice di calcestruzzo, alla quale era addetto il lavoratore infortunatosi, fossero eseguiti a macchina ferma e messa in sicurezza. Inoltre in assenza della procedura sopra descritta, ha sottolineato la Cassazione, »gli operai procedevano sulla base della loro esperienza, senza il necessario coordinamento e la dovuta informazione sui rischi.» E dunque, ha concluso la Corte »quale che fosse stata la causa immediata della ripartenza della macchina, vi era stata, da parte dell’imputato, una grave violazione degli obblighi di valutazione dei rischi, di predisposizione delle relative misure di sicurezza, d’informazione degli operatori, di controllo dell’effettivo rispetto delle prescrizioni, di coordinamento del lavoro».

 

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