I dati di Federacciai

Prezzi stabili ma produzione in calo nel 2012

La produzione di acciaio in Italia – 1990-2011

Dopo un 2011 che con 28,7 milioni di tonnellate prodotte (+11,6% rispetto al 2010) ha segnato il ritorno alla crescita, la siderurgia italiana ha superato anche il primo trimestre di quest’anno con il segno positivo. L’Italia ha infatti prodotto 7,4 milioni di tonnellate (+5,7% rispetto al primo trimestre 2011) crescendo più della media mondiale (+1,1%), mentre la produzione d’acciaio in Europa è scesa del 3,9% e in Germania del 4,8% a 10,8 milioni di tonnellate.
I dati diffusi a maggio da Federacciai confermano la tenuta di un settore che fattura oltre 40 miliardi di euro e dà lavoro a 60mila addetti.Tuttavia, come ha sottolineato il presidente Giuseppe Pasini, a capo del gruppo bresciano Feralpi, il rallentamento dell’economia tedesca e dei paesi emergenti, Cina compresa, obbligano a rivedere al ribasso le previsioni: difficilmente la produzione del 2012 sarà pari a quella del 2011. In Europa cala il consumo di acciaio e solo negli ultimi mesi dell’anno potrebbe esserci un’inversione di tendenza, che si consoliderà nel corso del 2013. I comparti meno colpiti sono quelli degli acciai speciali, inox e dei prodotti per la meccanica in genere, mentre continuerà la stagnazione dei prodotti lunghi per impieghi strutturali. Pasini non prevede però variazioni dei prezzi, condizionati dal rincaro di materie prime e rottame, ma soprattutto dall’alto costo dell’energia. «La marginalità delle aziende siderurgiche italiane è ormai ridotta ai minimi termini», ha sottolineato Pasini, «ma la bolletta energetica più cara d’Europa sta minando la competitività internazionale del nostro settore. Non chiediamo misure di favore, ma una politica energetica più coerente con le scelte di politica industriale».

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